Nel secondo capitolo della Trilogia dei re, un gruppo di giovani viene inviato nelle campagne e nelle zone di montagna durante la Rivoluzione culturale per essere rieducato dai contadini. Coinvolti in un progetto di disboscamento, devono abbattere le piante ritenute inutili per far posto a coltivazioni produttive. Durante il lavoro si imbattono in un albero secolare, risparmiato dagli abitanti perché considerato sacro, un vero e proprio "re degli alberi". Nonostante il rispetto e la resistenza di alcuni, anche questo simbolo di equilibrio e memoria rischia di essere sacrificato, rivelando tutta la violenza cieca di un progetto che, invece di rinnovare, distrugge senza comprendere.