Capitale del progresso eletta a simbolo di un'Italia proiettata verso una sedicente crescita infinita, Milano ha un rapporto complesso con la propria storia. Dinamica, internazionale, vetrina di uno sfacciato liberismo, è la città che più di ogni altra ha accettato la distruzione del proprio paesaggio urbano come pedaggio per entrare nel futuro. Negli ultimi secoli, il suo vertiginoso "salto in avanti" è stato accompagnato da una furia iconoclasta che ha cancellato chiese, strade e piazze, luoghi di incontro e di scontro, in obbedienza alle nuove geografie del potere e ai flussi del capitale. Questo libro ne ricostruisce l'annientamento, alternando la narrazione con fotografie d'archivio, effigi di un passato recente ma quantomai lontano.