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Storia del circo

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Descrizione

Nel 1956 Alessandro Cervellati consegnava alle stampe la prima grande monografia italiana dedicata al mondo della pista: un'opera monumentale che, a quasi settant'anni dalla sua pubblicazione, rimane un punto di riferimento imprescindibile per chiunque voglia comprendere la storia, l'arte e la poesia del circo. Artista, collezionista, studioso e scrittore, Cervellati fu il pioniere della critica circense nel nostro Paese. Membro della prestigiosa Union des Historiens du Cirque, seppe coniugare il rigore della ricerca storica con una prosa coinvolgente e appassionata, attingendo alle fonti internazionali ma anche alla frequentazione diretta degli artisti circensi. In queste pagine rivivono le origini dello spettacolo viaggiante, le grandi dinastie dei Franconi e dei Chiarini, l'epopea dei cavallerizzi e delle amazzoni, le prodezze di acrobati, funamboli e giocolieri. E ancora: i clown leggendari da Grimaldi ai Fratellini, i grandi domatori da Martin a Bidel, gli esercizi del brivido e i prodigi della natura. Un affresco vivido e dettagliato che attraversa secoli di storia dello spettacolo, dai circhi romani agli chapiteaux degli anni Settanta, da Parigi a Mosca, dall'America di Barnum all'Italia dei Togni e degli Orfei. Arricchita da centinaia di disegni originali dell'autore e da tavole a colori, questa nuova edizione di Storia del circo consente oggi a tutti coloro che sentono il fascino di questo mondo di entrare in contatto con un classico intramontabile, sul quale si sono formate intere generazioni di artisti e studiosi. A cinquant'anni dalla morte di Alessandro Cervellati (1892-1974) questa collana, diretta da Carlo Pelagalli, ricorda l'opera di uno dei più prolifici artisti, scrittori e storici bolognesi, noto per la sua poliedrica attività come testimone della vita culturale bolognese. Nato l'8 marzo 1892, la sua carriera fu segnata da una vita movimentata (da "scavezzacollo"). Studiò a Bologna all'Accademia delle Belle Arti: durante la Prima guerra mondiale servì come bersagliere; rientrato a Bologna partecipò al movimento futurista, al quale contribuì con disegni e articoli satirici. Si distinse per il suo lavoro come docente alle scuole Aldini, poi come illustratore di libri per bambini e come artista. Negli anni della maturità dedicò le sue energie a raccogliere e sistematizzare la storia del folklore e della tradizione bolognese con una vasta serie di saggi sul costume bolognese da lui stesso illustrata. Collaborò con diverse testate locali e nazionali, scrivendo articoli legati alla vita quotidiana e documentando con grande minuziosità il mondo del circo e dello spettacolo. In questi anni si affermò anche come artista e illustratore, contribuì all'organizzazione di mostre documentarie sui burattini e il circo, anche in collaborazione con il Museo Civico di Bologna e altre istituzioni culturali cittadine.
Storia del circo
62,00

 
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