«Una disgrazia é la guerra, matrioska che contiene storie di persone, animali e vita quotidiana, una sciagura che non interessa a coloro che la invocano, la dichiarano e la perseguono. Ogni guerra é un'affermazione di disprezzo per il mondo e la vita, ed é una dolorosa conferma dell'imbecillità umana. Questo testo l'ho rimuginato per anni nel mio intimo; non comprendo la necessità della violenza per sostenere la giustezza di un'idea. Capitini e don Milani, con gli insegnamenti dei genitori, sono stati i miei migliori maestri; loro, con la consapevolezza della realtà, la letteratura, lo studio dell'arte, e la musica, hanno avuto un ruolo piuttosto importante in queste mie convinzioni. Sono certo che la guerra sia la più tragica e stupida delle azioni umane. La poesia, può essere uno strumento utile alla consapevolezza? Questo testo lo dimostra. In apertura lo scritto propone una cronologia dei fatti accaduti».