Descrizione
Nel corso della storia e della loro vita, gli esseri umani hanno classificato e classificano se stessi e gli altri, cercando di dare ordine al mondo ma spesso finendo per costruire forme di discriminazione. Dalle origini delle distinzioni tra «noi» e «loro» a categorie come quelle di popolo, classe, razza, lingua e casta, Andrea Graziosi mostra come queste etichette riflettano paure, desideri, poteri e identità che cambiano nel tempo. La classificazione umana non è solo un esercizio teorico: attraversa la politica, le istituzioni, le burocrazie, le relazioni quotidiane e le nostre scelte e preferenze, specie nelle nuove società miste cresciute all'incrocio tra declino demografico, sfasatura dei tempi di crescita economica e demografica, e grandi correnti migratorie. Con uno sguardo che intreccia storia, diritto, politica, sociologia e attualità, il libro indaga usi e abusi della classificazione umana, la sua utilità, le sue derive violente e le sue forme più sottili. Le categorie che usiamo per capire il mondo e agire finiscono per limitare la libertà d'azione e di comprensione?