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Una brava moglie

Sottotitolo non presente

Descrizione

"Una brava moglie non protesta, non borbotta, non sbuffa, non si lamenta." In questa frase, che ritorna come un mantra nel testo, è racchiusa la chiave simbolica del romanzo. Il silenzio come virtù imposta, come prova di sottomissione, come anestesia dell'anima. Le donne di Moretti imparano a tacere per sopravvivere: tacciono le violenze, tacciono la vergogna, tacciono la propria verità. È il silenzio che rende possibile la violenza, che trasforma la follia di Alma in un crimine da occultare, che spinge la comunità a giudicare invece di capire. Ma nel momento in cui Stella - la figlia della "matta" - comincia a scrivere, a ricordare, a raccontare, il silenzio si incrina. È la parola, la narrazione stessa, che diventa gesto di liberazione. L'autrice compie così un atto letterario e politico insieme: restituire parola a chi è stato privato della possibilità di parlare. Il romanzo si trasforma in un rito di memoria collettiva, dove le voci soffocate trovano finalmente respiro (dalla prefazione di Francesco Nigri)
Una brava moglie
20,00

 
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