Descrizione
In queste pagine dense, che ci riportano indietro nella prima metà dell'Ottocento, seguiamo l'ascesa e la rovinosa caduta di don Battista De Schreiber, un nobile genovese che, giunto nel piccolo villaggio sardo di Tresnuraghes, tenta di imporre un nuovo ordine basato sull'efficienza amministrativa e sul controllo spietato, sostituendosi alla vecchia nobiltà terriera decadente. All'indomani della morte, nel 1838, di donna Minnia Sulas, ultima matriarca del paese, don Battista si insinua nelle liti ereditarie insorte tra i nipoti della defunta. Grazie a un fortunato matrimonio, ad abili mosse che lo aiutano a inserirsi sempre più nel tessuto sociale del luogo, giorno dopo giorno, "lo straniero" acquisisce sempre più potere, divenendo di fatto l'arbitro della piccola comunità, aiutato dal suo fido, Giovanni Antonio Piredda. Ma tutto questo ancora non basta a don Battista, la cui ambizione smisurata intende travalicare i confini angusti del borgo in cui vive e signoreggia. Da qui l'inizio di un irreversibile declino, condito dalla lotta senza quartiere con oppositori, nobili e non, che intendono rovesciarlo dal suo ideale trono. Sarà però proprio il giovane Piredda, attraverso i cui occhi è raccontata l'intera vicenda, a riscattare l'onore del padrone e affilare le armi per rendergli una giustizia futura.