Un volume che analizza il "Vade mecum in tribulatione" di Giovanni Di Rupescissa, uno dei testi profetici più diffusi del Medioevo uscente, ricostruendo l'origine e la diffusione di un estratto del testo nell'Italia del Quattrocento, letto in aree diverse ma significative: l'Abruzzo di Giovanni Da Capestrano, uno dei leader dell'osservanza francescana; Firenze al tempo del Concilio (1439) e di Eugenio IV; Venezia e il suo mito di potenza portatrice di pace; l'area torinese e subalpina, una frontiera attraversata da inquietudini politiche e religiose. L'estratto, diffuso in latino e in volgare, si incentra sulla fuga del papa e della sua corte a Roma, e sull'arrivo di una figura messianica che avrebbe riportato la giustizia nel mondo.