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Una coppa rovesciata

Sottotitolo non presente

Descrizione

Contiene cinquantaquattro liriche. In essa, dalle pastoie di un presente privo di verità, tedioso e doloroso, l'autrice ascende alla gioia, o discende a movenze quotidiane e al più limpido fraseggio, lei che spesso lo complica, quasi per sviarci, sfociando talvolta in ardita, concreta, sensuale e inequivocabile figurazione, che pur diventa eterea, destabilizzando il sotteso tessuto narrativo e le modalità stilistiche, attingendo così a un superiore, dinamico equilibrio. Con caparbietà regge ogni incontro con l'amarezza e dà colore e sostanza alle assenze con imperio caratteriale e visionario, mentre, come per tentare di concepire qualche geniale via d'uscita, dialoga con se stessa e un alter ego, le cui due facce specularmente opposte alludono a una persona reale o due, finzioni sceniche, addendi della sua drammaturgia, non so, oppure alle contrapposte ali del tempo. Appaiono maschere del male e del bene, dell'opprimente e del desiderabile, del terrestre e del sublime, della ripugnanza e del desiderio, del dissesto e dell'armonia, del qui e dell'altrove. Onnipresente certezza è l'anelito della bella prigioniera a definitiva evasione.
Una coppa rovesciata
15,00

 
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