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Il mito del realismo

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Descrizione

Per la prima volta dall'unica edizione integrale (Sansoni, Firenze 1936), si ripropone qui un capolavoro del pensiero speculativo italiano del Novecento: Il mito del realismo, di Armando Carlini. Il senso del reale, su cui si fonda e svolge il mito del realismo, è così radicato nello spirito umano che l'uomo non può pensare e credere a qualcosa, se prima non proietta questo qualcosa fuori di sé; la conseguenza è che il mito realistico crea il mito teologico dell'Assoluto come principio, ragione e causa prima del mondo contingente. Perché sorge il mito teologico? Perché l'estetismo, sottraendo l'Assoluto alla metafisica fisica, ne dà una interpretazione meramente estetica, e Dio si degrada a "divino": dunque il realismo ha ragione a reagire contro l'estetismo. Ma il mito teologico può dissipare l'equivoco dell'estetismo soltanto se abbandona l'ispirazione realistica, e afferma l'esistenza della spiritualità liberata dal presupposto dell'esteriorità. Armando Carlini (1878-1959) nel 1922 diventa per chiara fama Ordinario di Filosofia Teoretica all'Università di Pisa. In opere come La vita dello spirito (1921), La religiosità dell'arte e della filosofia (1934) e Il mito del realismo (1936), che qui si ripubblica, restituisce consistenza spirituale all'atto gentiliano, estenuatosi in chiave puramente gnoseologica. Nel dopoguerra, recupera filosoficamente i fondamentali della fede cattolica, deprivando la visione dell'Assoluto da ogni contaminazione cosmologistica, segnatamente in opere come Perché credo (1950), Cattolicesimo e pensiero moderno (1953), Che cos'è la metafisica? (1957) e Le ragioni della fede (1959).
Il mito del realismo
35,00

 
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