Nel 2015 il movimento Ni una menos travolge le strade del mondo con la protesta transfemminista. Pochi anni dopo, nel 2019, il collettivo cileno Lastesis, con la performance Un violador en tu camino, amplifica le espressioni di quella marea. Questi sono alcuni tra gli episodi recenti dell'eterogenea tradizione femminista presente in America Latina. Uno degli scopi del volume è proprio mostrare che il femminismo non possiede un'unica voce: è un coro di lingue, corpi, territori e memorie. L'antologia raccoglie saggi, manifesti e riflessioni di donne e collettivi che hanno reinventato il pensiero femminista da prospettive indigene, afrodiscendenti, popolari e decoloniali. I testi mettono in luce le specificità storico-politiche del continente e suggeriscono genealogie, continuità e momenti di svolta rispetto ai femminismi eurocentrici. La selezione intende tracciare una delle molteplici costellazioni possibili per orientarsi nei femminismi sviluppatisi in America Latina negli ultimi cinquant'anni, così come invitare a ripensare il femminismo come pratica collettiva e intersezionale, radicata nelle storie e nei corpi delle donne che abitano - e trasformano - anche i nostri territori.
Curatori
Tutti i curatoriS. VenturoliA. BoccutiM. E. Kokaly TapiaE. Perassi
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Tutti i curatoriS. VenturoliA. BoccutiM. E. Kokaly TapiaE. Perassi