L'intera carriera di un vero protagonista della cultura italiana: i dischi, i testi, gli spettacoli di una vicenza unica tra cabaret, teatro, musicale e canzone d'autore. Come ha scritto di lui Umberto Eco in "La canzone nuova" (1963), «La forza di Jannacci è nel gioco delle pause, nel suo non saper cantare, nel suo tener la chitarra contro ogni regola professionale, nella misura magistrale dei gesti, nel volto sempre attonito e inespressivo. Il risultato è un atto d'amore per la condizione umana nella forma in cui egli la avvicina, la più bassa, è nell'irrefrenabile comicità che, nascendo da ogni suo gesto, non uccide mai la pietà. Mentre sto cercando di rendere a parole il fascino di Jannacci mi accorgo che debbo tradurre ogni proposizione descrittiva in una sola proposizione imperativa: Jannacci si va a vederlo, et tout le reste est literature...