La corrispondenza del 1918 e 1919 coincide con gli ultimi due anni di attività della rivista. Mario Novaro in questo lasso di tempo pubblica due soli fascicoli, senza riuscire a risollevare le sorti del periodico, ormai destinato alla chiusura. L'attività editoriale si concentra soprattutto nel progetto dei volumi per ricordare e valorizzare l'opera dell'amico Boine; proprio su questo aspetto si sviluppa una fitta corrispondenza con Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini e Antonio Vallecchi. In calce al volume il lettore troverà una nutrita appendice di Lettere ritrovate, in cui si propone tutta la corrispondenza non apparsa nei volumi precedenti.