"Le presenze nei suoi dipinti si comportano come attori di un sogno che cercano di non fare gesti o suoni tali da destare. Quasi appartenessero a quella fase onirica che non ricordiamo al nostro risveglio, forse proprio per essere fatti di una materia discreta, senza l'enfasi dell'incubo o il tumulto di una passione" (Massimo Pulini)