Chi siamo quando la malattia irrompe nella nostra storia e nella nostra quotidianità? Come può la cura diventare luogo di riconoscimento e non soltanto di intervento? Questo primo volume della collana Medical Humanities e Narrazione in Medicina si muove nello spazio vivo delle Medical Humanities, dove la medicina incontra la filosofia, la pedagogia, la psichiatria, le neuroscienze e il paradigma narrativo affidato a più codici espressivi. Qui la malattia non è solo evento biologico, ma frattura biografica; non soltanto diagnosi, ma esperienza e domanda di senso. Dalla Terapia della Dignità alla psico-neurologia narrativa, dai percorsi formativi per i professionisti sanitari alla riflessione sulla Recovery in salute mentale, i contributi raccolti mostrano come la cura sia sempre intreccio di storie, vulnerabilità condivise, parole e silenzi. In un tempo in cui, la medicina rischia di ridursi a tecnica, questa collana riapre lo spazio dell'incontro: un luogo in cui il sapere scientifico dialoga con la soggettività di chi cura e di chi è curato, implicando direttamente il curante chiamato non solo a intervenire, ma a esserci. Perché prendersi cura significa "abitare", con responsabilità e delicatezza, la fragilità dell'altro - e la propria. Introduzione di Elio Franzini.