Descrizione
In un contesto segnato da disuguaglianze e fratture sociali sempre più evidenti, le istituzioni culturali sono chiamate a ridefinire il proprio ruolo. Non si tratta solo di aggiornare pratiche o linguaggi, ma di interrogarsi a fondo sulle responsabilità connesse alla loro funzione pubblica. Riconoscersi si inserisce in questo dibattito con una tesi chiara: l'accessibilità non è un'azione correttiva, ma il presupposto di una cultura realmente democratica. A partire da questa prospettiva, il volume invita musei, biblioteche e archivi a ripensarsi come spazi di riconoscimento e partecipazione, capaci di redistribuire potere e aprirsi al cambiamento; luoghi nei quali la giustizia sociale non resti un principio astratto, ma diventi pratica quotidiana. Contributi di: Antonella Agnoli - Paul Basu - Simona Bodo - Susanne Boersma - Michelle Caswell e Anna Robinson-Sweet - Anna Chiara Cimoli e Domenico Sergi - Giulia Grechi - Teresa Swist, Rachel Hendery, Liam Magee, Jason Ensor, Jen Sherman, Kylie Budge e Justine Humphry. Con interviste a: AMIR - Alleanze, Musei, Incontri e Relazioni - Famiglie Arcobaleno, CSB Onlus e Associazione Lilliput - Attitudes_spazio alle Arti e il Settore Musei Civici del Comune di Bologna per il progetto QueeringBO. Con infografiche di: Giulia De Amicis. La collana Personeper. Verso istituzioni culturali accessibili guarda all'accessibilità quale principio fondante delle istituzioni culturali e propone una sua visione quale processo materiale, simbolico e politico che coinvolge l'intera società. Attraverso contributi originali, traduzioni di saggi che ampliano il dibattito e interviste, i tre volumi affrontano temi come la giustizia sociale, l'accessibilità linguistica e la dimensione spaziale, ponendosi come strumento insieme pratico e teorico per ripensare musei, archivi e biblioteche come luoghi più equi, inclusivi e capaci di rappresentare la pluralità dei pubblici, favorendo il crearsi di comunità aperte e solidali.