Il libro documenta il lavoro di Sandro Poli attraverso un montaggio sequenziale di varie sue esperienze provenienti da direzioni e forme diverse, dall'arte alle arti applicate fino al quotidiano, e che segnano il percorso atipico con il quale Poli arriva al sua progetto di architettura. Una forma di racconto che va oltre le opere prodotte all'interno del Superstudio, di cui Poli ha fatto parte per alcuni anni, ma che interessa tutto il suo lavoro e che consente di ricostruire uno spaccato importante della "radical architecture", sia come fonomeno storico sia come interrogazione più generale sulle motivazioni del progettare, quale espressione della differenza e del dialogo tra campi e culture diverse.