Storia orale. Vita quotidiana e cultura materiale delle classi subalterne
Storia orale. Vita quotidiana e cultura materiale delle classi subalterne
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Libro
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Descrizione
Il dibattito sull'uso delle fonti orali ha focalizzato negli ultimi anni problemi di metodologia e determinazione dell'oggetto di indagine che sono rilevanti per le scienze sociali nel loro complesso. Questa problematica si situa infatti alla confluenza di antropologia, storia e sociologia, mentre sollecita contributi dalla psicologia sociale e dall'analisi del linguaggio. Il termine "storia orale" non sta quindi a indicare una nuova branca della storia; al contrario, gli storici che se ne interessano hanno spesso insistito sulla necessità di un approccio totalizzante all'oggetto di ricerca, che prenda in considerazione anche ambiti di esperienza individuale e sociale finora trascurati o trattati solo indirettamente. Le fonti orali, lungi dal rappresentare la base di una divisione specialistica, possono diventare uno strumento per dar voce all'inespresso nella storia e contribuire a una visione non mutila della realtà umana. Accanto alla scoperta del valore delle fonti costituite da ricordi personali, viene rivalutata la profondità e credibilità della tradizione orale anche nelle società con cultura prevalentemente scritta, ad esempio le tradizioni che accompagnano alcuni mestieri in via di sparizione, come dimostra in questa antologia George Ewart Evans. Gli studiosi qui rappresentati analizzano le premesse e le implicazioni metodologiche dell'uso delle fonti orali per la ricerca (Paul Thompson, Elizabeth Tonkin, Raphael Samuel) e per la didattica (Lawrence Taylor). Alcuni saggi di questi e altri autori (Peter Frank, Thea Vigne, Alun Howkins, Elizabeth Bird) esemplificano l'impiego delle fonti orali per la storia delle classi lavoratrici e degli strati emarginati, su temi quali l'economia familiare e di villaggio, il lavoro delle donne e dei bambini, il rapporto tra genitori e figli, il significato sociale di canti contadini e bande musicali operaie. Il saggio introduttivo di Luisa Passerini analizza le implicazioni di ricerche di questo tipo sul piano della conoscenza storica, in particolare rispetto al problema del rapporto soggetto-oggetto nella ricerca storica e nella storia.