"Coltivo da oltre trent'anni questo pensiero ascoltato durante una lezione di filosofia: "la memoria sono pagine colorate". Il diario quotidiano, gli schizzi dal vero, il taccuino di viaggio, gli acquarelli diventarono in Argentina la forma che davo ai ricordi. "Ricordo" ovvero: dalle parti del cuore. Un viaggio nel tempo e nello spazio: un viaggio meraviglioso quando compio lunghi cammini a piedi di più giorni, un viaggio quotidiano quando attraverso la città con i mezzi pubblici. Prefiguravo questo libro quando raccoglievo le tovagliette della ristorazione, macchiate e disegnate dalla penna inquieta di Nicolas con personaggi improbabili contendendole alla madre Adriana o a Lele prima che sparecchiassero i tavoli della pizzeria all'interno dell'ultimo teatro della Comuna Baires."