Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

L'ossessione dell'orologio

Sottotitolo non presente

Descrizione

Il libro nasce ai suoi esordi come elogio della scrittura. La narrazione di queste pagine, di conseguenza, è la storia romanzata della scrittura che racconta se stessa, il resto è solamente un terreno di coltura. Ogni cosa si svolge attraverso "non luoghi" e "non personaggi", per lasciare che la scrittura manipoli storie, volti, nomi, concetti e fatti come essa ama fare non appena entra in scena. Le variazioni cromatiche di queste pagine non hanno nessun legame con la realtà, sono altari-ombra innalzati alla scrittura medesima, il regno della falsificazione è pertanto il regno di queste righe: la vera storia è quella non scritta. Niente è come sembra, ciò che attira l'attenzione, ciò che scandalizza, è frutto degli artifici della menzogna, la quale, prima si pone come verità e, mentendo a se stessa, si legittima come menzogna. "L'ossessione dell'orologio" è in prima istanza l'ossessione per il tempo che scorre, la paura per ciò che è inarrestabile, ineluttabile; ma è anche lo smarrimento di fronte a ciò che permane come eterno, immutabile, incomprensibile. Tutto quello che accade dentro i confini del tempo, matematico o intimo che sia, è per sua natura ossessivo.
L'ossessione dell'orologio
14,00

 
Photo gallery principale