Descrizione
Nel cuore aspro della Sardegna mineraria, tra boschi fitti e gallerie scavate nella roccia, Efisio Concas cresce troppo in fretta. Arrivato bambino al villaggio di Monte Narba al seguito della famiglia, scopre presto che l'infanzia, lì, è un lusso fragile: la miseria chiama al lavoro, e le mani si fanno dure prima ancora che il pensiero trovi voce. Accanto alla madre, tra ceste di minerale e colpi di mazza, impara a leggere la pietra, a distinguere l'argento dalla ganga, ma anche a riconoscere le leggi invisibili che regolano la vita degli uomini: il potere dei sorveglianti, l'avidità dei padroni, la rassegnazione dei più. A illuminare quel mondo chiuso e severo è l'incontro con Mariuccia, creatura enigmatica e solitaria, diversa dagli altri bambini del villaggio. Tra loro nasce un legame spontaneo, fatto di silenzi condivisi e di un'intesa che sembra sottrarli, per un istante, alla durezza quotidiana. Ma la miniera non concede tregua né innocenza: la scomparsa improvvisa della bambina incrina ogni equilibrio e apre una ferita destinata a non rimarginarsi. Attraverso la voce ormai anziana di Efisio, che ripercorre la propria esistenza con lucida malinconia, prende forma una memoria intensa e dolente, dove il racconto individuale si intreccia con quello collettivo di una comunità segnata dalla fatica e dal sacrificio. Tra bagliori di metallo e ombre sotterranee, affiora una domanda ostinata sul destino, sull'amore perduto e sul prezzo pagato per sopravvivere. Un romanzo che scava, con misura e profondità, nella materia viva dei ricordi e della storia.