Il volume indaga la figura disturbante della donna perpetratrice, mettendo in crisi l'immaginario dominante del femminile come naturalmente compassionevole. Secondo una prospettiva semiotica, Cristina Demaria, Mario Panico e Patrizia Violi analizzano narrazioni, rappresentazioni e trame ricorrenti che costruiscono l'identità di soggetti femminili responsabili di violenze in contesti di conflitto, fino a interrogare i confini di una complessa zona grigia di donne coinvolte nella violenza. Attraverso casi di studio tratti da testi, film e documentari, esplorano così il rapporto tra genere, cultura e agency in figure reali e storicamente documentate.