I racconti insensati mettono in scena la condizione umana nella sua disillusione più autentica: narrazioni provocatorie, visionarie e volutamente destabilizzanti, che rifiutano ogni senso imposto e invitano il lettore a smarrirsi. Tra pagliacci incapaci di ridere, uomini di successo disincantati, filosofi in viaggio con prostitute e individui affetti da "malattie ontologiche", si snodano storie simboliche e surreali, specchi di un'esistenza fragile e contraddittoria. In questo percorso onirico, il lettore è chiamato a camminare accanto ai personaggi, scoprendo che, se un senso esiste, non è una meta, ma il viaggio stesso: una ricerca dolorosa e mai definitiva.