"Stella Marina" è il terzo capitolo del viaggio poetico di Dante Quaglietta, dopo L'Ancora e La Scialuppa. Come quella creatura ruvida e perfetta strappata alla risacca, queste liriche disegnano una geografia intima che passa fra maree e apnee spirituali, salsedine e solitudine. L'io poetico si mostra senza difese, sospeso tra presenza e assenza, cura e avvelenamento. Le figure femminili che abitano i versi vivono al confine tra acqua e cielo: ibride farfalle nella frammentata società tecnologica, portatrici di un codice ancestrale che ipnotizza e turba al tempo stesso. In questa postmodernità dove tutto si spezza - le certezze, le sfere, gli equilibri - il desiderio continua a divorare l'anima e a rompere il cerchio della coscienza. Illusioni, dove tutto è fragile come il corallo. Eppure, nel caos dell'esistenza, la donna amata resta la sola parola chiave da digitare.