Quando il calcio vuole esprimersi alla sua massima potenza travalica squadre, colori, nazionalità. Perfino somiglianze, riferimenti, assonanze. In quei - rari - casi diventa un incrocio fra sport, magia e poesia. Quello che accadeva quando quel singolare oggetto rotondo si trovava fra i piedi di Bruno Conti che, capelli al vento, con la sua carriera ha deliziato i suoi tifosi della Roma così come chiunque abbia mai amato il gioco del calcio.