Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Rigore

Sottotitolo non presente

Descrizione

Uno psichiatra, perito del tribunale di Trieste, si deve pronunciare sulle sorti di Jakob K., che in seguito ai traumi psicologici subiti in età infantile e a un tentativo di suicidio compiuto anni prima che gli è costato la perdita dell'uso delle gambe, vive rinchiuso nella villa di famiglia. Una sorta di isolamento autoimposto che Jakob ha trasformato in un continuo e regolare susseguirsi di interazioni con la musica e di riflessioni filosofiche. Durante l'ultimo incontro Jakob, in un lungo monologo, a volte delirante, a volte lucido, svela come nel corso del tempo il suo tentativo di creazione della cosiddetta Opera Assoluta (un lavoro come dice lui matematico-musical-filosofico), si sia trasformato in una profonda ricerca del riempimento di un abisso, di una ricomposizione dell'individuo scisso in una personalità unitaria, attraverso l'espediente della ripetizione costante e rigorosa di gesti e movimenti, interpretati come l'unica possibilità di mantenimento dell'esistenza.
Rigore
13,00

 
Photo gallery principale