Praticare con la voce e il corpo, così come con il silenzio e la parola, l'arte di dire e performare poesia dal vivo, non significa solo aderire a una pratica specifica propria della poesia, ma rappresenta una porta straordinaria di accesso per vivere pienamente la relazione io-tu-noi nel mondo. Le soglie che esistono tra vita e arte, siano esse visibili o invisibili, marcate o sottili, sono da attraversare totalmente, esperendole in prima persona, con tutto di noi stessi, se vogliamo che siano realmente trasformative. Questo libro tratta la differenza tra dire poesia e performare poesia, col fine di comprendere quando e come la poesia si fa viva, quando e come ci rende persone pienamente vive. Questa esplorazione della poesia viva avviene all'interno di molteplici confini. Un confine storico: la poesia ad alta voce dal vivo dal Novecento a oggi; un confine mediale: la poesia nel tempo delle nuove oralità (radio, cinema, tv, internet, social); un confine geografico: la poesia performativa in Italia; anche se non mancano riferimenti a movimenti e autori stranieri che hanno avuto un ruolo decisivo nel processo di sviluppo della poesia dal vivo nell'epoca della multioralità.