Elisabetta Rigotti, autrice, attrice e ricercatrice storica, intreccia le memorie del padre deportato con il filo sottile della propria infanzia, dando vita a una narrazione intima e universale. In queste pagine, il dolore non è solo ricordo: è resistenza, è amore, è eredità. Attraverso lo sguardo di una bambina che cerca il volto del padre tra le ombre del lager, prende forma un tributo alla dignità umana, alla memoria che non si spegne e alla forza di chi ha scelto di raccontare. Questo è il suo decimo libro. Forse il più necessario.