La generazione scomparsa non è un libro che spiega; interroga. È una voce che nasce da una ferita collettiva e attraversa il tempo con lucidità e inquietudine, chiedendosi che cosa abbiamo ereditato davvero e che cosa abbiamo smarrito. Tra ideologie consumate, parole svuotate, libertà proclamate e mai possedute fino in fondo, emerge il senso di una generazione cresciuta dentro promesse non mantenute, educata al conflitto più che al dialogo. È un testo che parla di memoria, responsabilità, disincanto, ma anche del bisogno ostinato di restare umani quando tutto spinge all'indifferenza. Non offre consolazioni né tesi precostituite; invita piuttosto a fermarsi, a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie contraddizioni. Perché forse non siamo scomparsi, forse siamo solo rimasti inascoltati.