Il libro esplora le origini del pensiero anatomico nell'ambito della cultura greca antica: nasce dall'interesse per le strutture e le espressioni dell'intelletto aurorale, per quel momento della storia della conoscenza dato dall'iniziale accoglimento dei fatti dell'esperienza all'interno di schemi logici e linguistici ancora largamente inadeguati a riceverli e interpretarli. Nell'epoca in cui personaggi e avvenimenti rimangono sospesi tra storia e leggenda, in Grecia cominciano a delinearsi strutture concettuali e prendomo vigore ideazioni proto-scientifiche che porteranno ad una iniziale definizione semantica e ad una progressiva interpretazione (strutturale e funzionale) delle varie parti del corpo umano. Il frutto di questa mirabile attività intellettuale diventerà patrimonio della cultura scientifica e medica. Anche in questo ambito del sapere la civiltà occidentale è debitrice nei confronti del mondo greco. Nella prima parte vengono presi in esame i due poemi omerici secondo un principio organizzativo di tipo topografico, nella seconda sono analizzati i contributi anatomici reperibili negli scritti ippocratici secondo un ordine di tipo sistematico, apparato per apparato.