Un saggio narrativo nato dall'esperienza del lockdown e da una crisi personale dell'autore, che diventa spunto per interrogare il nostro modo di vivere, lavorare e abitare. Il libro esplora salute mentale, lavoro, scuola, spazio urbano, relazioni e cultura, mostrando come la sofferenza individuale sia legata al contesto sociale. Il filo conduttore è il camminare, sia come pratica concreta sia come metafora: un metodo per uscire dalle convenzioni, recuperare il corpo e riattivare il pensiero critico.