"L'uomo" è un libro sperimentale. Moschetta annienta la punteggiatura, fortificando fino agli estremi la musicalità dei verbi e la costruzione delle figure letterarie. Si tratta di un libro maledetto brutalmente scritto e a tratti vaneggiante e profetico. L'autore ci spinge dentro un mondo che non si trova nella porta accanto, ma inconsapevolmente dentro di noi.