Descrizione
Negli ultimi decenni il sistema di tutela della salute e dell'assistenza sociale in Italia è stato attraversato da riforme parziali, da promesse incompiute e da un progressivo scollamento tra principi costituzionali e realtà dei servizi. L'universalismo, fondamento del Servizio sanitario nazionale e del welfare pubblico assistenziale, continua a essere proclamato, ma sempre più spesso risulta diseguale nella sua concreta esigibilità. Il volume propone una lettura critica e sistematica di tale divaricazione, ricostruendo il percorso che, a partire dalla riforma del 1978 e dalla revisione costituzionale del 2001, ha condotto a un assetto istituzionale caratterizzato da decentramento senza garanzie, finanziamento opaco, responsabilità diffuse e livelli essenziali delle prestazioni solo parzialmente attuati. Attraverso l'analisi del rapporto tra sanità e assistenza sociale, tra articoli 32 e 38 della Costituzione, tra LEA, LEP e LEPS, emerge come la frammentazione organizzativa e linguistica abbia finito per indebolire l'unità sostanziale dei diritti. Un'attenzione particolare è, inoltre, rivolta al nodo del federalismo fiscale, rimasto in larga parte inattuato, e al suo intreccio con il regionalismo differenziato. In assenza di costi e fabbisogni standard, di una perequazione effettiva e di una chiara assunzione di responsabilità pubblica, l'autonomia territoriale rischia di tradursi in un moltiplicatore delle diseguaglianze, soprattutto in ambito sociosanitario. Per tali ragioni l'Autore avanza la proposta di una riforma costituzionalmente orientata delle politiche della salute, fondata sull'integrazione tra sanitario e sociale, sulla prossimità come criterio di efficacia, sulla trasparenza come condizione democratica e sulla responsabilità come garanzia dei diritti. In questa prospettiva, l'idea di un Servizio sociosanitario nazionale non rappresenta una sommatoria di sistemi, ma un passaggio di civiltà istituzionale necessario per restituire concretezza all'universalismo e per ricomporre l'unità della Repubblica dei diritti. Prefazione di Orazio Schillaci.