«Si respira in questi versi dainottiani, volutamente sfilacciati ed erratici, il vivere sospeso di gente presente e insieme assente; gente quasi fantasmatica che "intravive" dentro una propria dimensione semi-onirica. Straordinario interprete dell'understatement, quanto di una cattivante "obsolescenza" di gozzaniana memoria, Dainotti oggi a me sembra uno dei più elusivi e significativi poeti della nostra contemporaneità." (Luigi Fontanella) "Leggere queste pagine significa attraversare una mappa di solitudini che non è mai astratta, ma concreta, quotidiana, persino domestica. Fabio Dainotti, dopo decenni di scrittura fedele e mai compiacente, offre in "Per gente sola" un libro che è insieme confessione e osservatorio, specchio e teatro del vivere.» (Vincenzo Guarracino)