Il volume "Colpa di Stato" analizza la battaglia di Falcone e Borsellino contro il «terzo livello», un potere oscuro che intreccia mafia, politica e apparati deviati dello Stato. Il testo descrive i due magistrati come protagonisti consapevoli che hanno accettato lucidamente il rischio delle loro azioni, rifiutando il ruolo di vittime passive. L'opera approfondisce i misteri legati alla trattativa stato-mafia, indicando Paolo Borsellino come l'ultimo ostacolo irriducibile a quegli «indicibili accordi». Vengono inoltre esaminati eventi chiave come la sparizione dell'agenda rossa e il colossale depistaggio giudiziario basato su falsi pentiti. Il libro si propone come un manuale di educazione civica per trasformare il ricordo in azione quotidiana.