Ci vogliono coraggio e sensibilità - olire a una sana dose di irriverente liberLà culturale - per decidere oggi di rileggere Fedro, autore da sempre impiegato come prima palestra per chi apprenda i rudimenti del latino, ma da sempre visto solo come portatore di una popolarità facile e di una morale spicciola e rinunciataria. E ci vogliono studio e radici per decidere - dopo averlo riletto - di tradurlo in dialetto.