Descrizione
Asya ha 16 anni, è una ragazza norvegese, musulmana e velata. È tosta, a tratti sgarbata, ma soprattutto, è furiosa. Prova antipatia per l'insegnante che non pronuncia correttamente il suo nome, è arrabbiata con le "stronzette bianche" che non capiscono perché indossa l'hijab, ed è stanca di essere fissata dagli uomini norvegesi di mezza età. La sorella è quella bella e brava, la principessa di casa. Il piano di Asya, quindi, è essere intelligente. Diventare avvocata. Uscire dal seminterrato di Nordstand, diventare qualcosa in più dei suoi genitori. L'autrice Bibi Fatima Musavi parla delle proprie esperienze, ma il romanzo è tutt'altro che autobiografico. A sedici anni, Asya si scontra con ciò che è comune a molti: l'amore e i sogni, le frustrazioni scolastiche, l'insofferenza verso i genitori e le pressioni quotidiane della vita in casa, unito allo sguardo costantemente ostile degli "altri". Un romanzo d'esordio che offre nuove prospettive e parla a un pubblico ancora poco ascoltato: quello delle seconde e terze generazioni, a metà tra due culture dove talvolta è difficile sentirsi parte di qualcosa, in famiglia o fuori casa. Lo sguardo arrabbiato di Asya può renderla antipatica e adorabile stesso tempo: una combattente sensibile, in cerca di giustizia, con sogni e una grande forza di volontà. Un romanzo che contiene in sé vari temi: dalla riflessione su quanto possa essere radicato l'ideale di bellezza su legato alla pelle chiara, su cosa significhi crescere con genitori che non possono aiutarti con i compiti, e sugli effetti quotidiani della vergogna legata alla povertà. Età di lettura: da 12 anni.