Lo sguardo poetico si rivolge al dignitoso passato di lotte operaie e contadine, pragmatiche utopie e grandi rivendicazioni. L'epos degli scariolanti e dei martiri degli scioperi è accostato alla rassegnazione del presente. Ma quando tutto sembra perduto, il verso si alza: mutato, incrinato, ma indomito. Possono queste povere parole ritrovare la forza per diventare di nuovo canto di rivolta?