Cosa resta quando una vita si spezza troppo presto? E cosa accade a chi nasce dopo, nel silenzio che segue una tragedia? Come si riformula il lessico famigliare intorno a domande che non smettono di bruciare? Il 25 giugno 1984, G* muore, a ventidue anni, in un incidente sul lavoro. Non lascia figli, non lascia un'eredità concreta, eppure il suo ricordo si cristallizza nella memoria di chi lo amava fino a diventare una presenza invisibile che attraversa le generazioni. Il nipote, nato troppo tardi per conoscerlo, passa la vita a inseguire le tracce dello zio. Ma più cerca di ricomporre la figura di G*, più si perde nel labirinto della propria identità. In un tempo che si frantuma tra il desiderio di comprendere e l'impossibilità di colmare il vuoto, questo romanzo è il racconto di una scomparsa che diventa fondamento, e che invita a riflettere sul lutto, sull'eredità, sul potere e sul limite della parola.