Contro il morso edace del tempo l'avversario più temibile e vincente è la memoria. Di cui sono figlie le Muse. Giacché è l'armonia che «vince di mille secoli il silenzio», ed è la poesia che assicura la più longeva vita a uomini e cose. Perfino nell'aldilà si anela di essere qui in terra con dolcezza o rimpianto, ricordati. E infatti Pier della Vigna chiede a Virgilio e Dante questo soltanto: «E se di voi alcun nel mondo riede,/ Conforti la memoria mia, che giace/ Ancor del colpo che invidia le diede!» Né altro Pia de' Tolomei con caldo accento, implora: «quando tu sarai tornato al mondo» «ricordati di me che son la Pia».