Al pari di Hannah Arendt, della quale prese la cattedra a New York, Ágnes Heller (1929-2019) è stata tra le donne che più hanno segnato il nostro tempo. Nata da una famiglia ebrea di origine austriaca, un'infanzia segnata dalla paura delle leggi razziali, dal padre deportato a Auschwitz e la lotta contro il nazismo, Heller passerà dall'esperienza accademica con György Lukács nell'Ungheria comunista, prima di essere estromessa da ogni incarico dopo la protesta contro l'invasione sovietica. Ha inizio così un lungo viaggio, fatto di incontri e percorsi attraverso molti paesi, tra i quali un ruolo chiave ebbe proprio l'Italia. Il libro ripercorre questo viaggio partendo dai diari e da documenti inediti recentemente ritrovati.