L'autore, di ritorno dagli esercizi spirituali, ascolta i versi di una canzone e tra le mani fissa la foto di un monastero ortodosso ucraino, appena bombardato dai russi. Una domanda lo assale: che cos'è l'essenziale quando il mondo va a pezzi? Tra guerre, famiglie ferite, vuoto culturale e Chiesa smarrita, l'autore invita a "giocare" proprio nella durezza del tempo presente, a leggere le macerie come terra arata in cui seminare speranza. Con lo sguardo del Vangelo, i poveri diventano la porta della Risurrezione: le campane, anche mute tra i detriti, torneranno a suonare a festa.