Nel Molise degli anni Trenta, le "terre del Sacramento" sono terreni feudali che i contadini sentono propri da generazioni - per patto antico, per fatica, per sangue. Quando l'avvocato Cannavale decide di venderle, e i nuovi padroni recintano ciò che era sempre stato di tutti, qualcuno si ribella. Luca Marano, giovane e lucido, capisce che quella lotta non è solo di campi: è di dignità. Il finale - un pianto rituale nella notte, tra fuochi e voci di donne - è tra le pagine più potenti della narrativa italiana del Novecento. Premio Viareggio 1950.