«L'interrogativo fondamentale non riguarda semplicemente quanto tempo lavoriamo, ma per chi, come e a quali condizioni il nostro tempo viene incorporato nei processi di accumulazione.» Dalle quattro ore giornaliere dei cacciatori-raccoglitori alle giornate senza fine della rivoluzione industriale, dalla conquista delle otto ore al capitalismo della sorveglianza che dissolve ogni confine tra lavoro e tempo libero: questa monografia ricostruisce l'evoluzione del tempo di lavoro come storia di conflitto permanente per l'autodeterminazione individuale e collettiva. Integrando prospettive economiche, storiche e di genere, il volume rivela come le trasformazioni del tempo lavorativo riflettano complesse mediazioni politiche e culturali. Un contributo essenziale per comprendere una delle disuguaglianze più profonde della contemporaneità: quella temporale.