Perr oltre un secolo la malaria ha rappresentato un fattore strutturale dell'arretratezza economica e sociale del Mezzogiorno, alimentando la miseria e rallentando la modernizzazione. Il volume ne ricostruisce la storia tra XIX e XX secolo, mettendo in luce l'impatto sulla salute, sull'organizzazione del territorio e del lavoro, sullo sviluppo agricolo e sulla formazione di capitale umano. Attraverso l'analisi delle condizioni ambientali, della diffusione geografica, dei costi economici e delle politiche sanitarie - dalle bonifiche idrauliche alla distribuzione del chinino, fino alla campagna di eradicazione del dopoguerra - il libro propone una lettura della malattia come espressione materiale del divario Nord-Sud e come potente metafora della "Questione meridionale".