Giacomo Sartori ci porta in una pianura del profondo nord, dove i campi a perdita d'occhio sono percorsi da enormi macchine agricole, e le strade perfettamente rettilinee fanno pensare a piste nel deserto. I villaggi di mattoncini rossi ricostruiti dopo l'epocale battaglia della prima guerra mondiale mancano di vita. Gli abitanti stessi hanno poca considerazione per la loro regione, impattata dall'agricoltura industriale e che porta le stigmate della Storia. Eppure la terra ocra a perdita d'occhio è bella, e le nuvole basse malmenate dal vento sono piene di energia. Qualche famiglia si oppone al degrado, si ostina a coltivare rispettando la terra e le falde acquifere. E i bambini nelle scuole disegnano strazianti trattori e pale eoliche, si emozionano a tenere nel palmo della mano i lombrichi.