Per quindici anni, ogni mese, da San Francisco arrivava "Maximum Rocknroll". Tim Yohannan aveva deciso: eri uno di quelli meritevoli del freebie, uno dei motori della scena da tenere sempre al corrente. Leggevi le columns di Lawrence Livermore sui Green Day sedicenni nei garage, seguivi le diatribe di Jello Biafra, imparavi cosa voleva dire "grow up in public". Chiedono di scrivere anche a te, sì, dai, ci provi, e per un po' di anni ci stai dentro. Con il basso in mano nei Kina e la penna tra le dita racconti tutto: i demo che arrivano, le conversazioni nei bassifondi europei dopo i concerti, la finanza che ammazza la gente, le elezioni che ti suscitano pensieri terribili. Trent'anni dopo torni a rileggere quegli scritti. Ritrovi il ragazzetto punk di provincia, un po' ignorante ma con la voglia di riempiersi gli occhi di vita e che già vedeva le persone e le situazioni che ci hanno portato verso l'incubo di oggi. Dentro al libro: 33 columns 1992-98 (Flash!, Dynamo, Urlo); interviste recenti per Soda Pop, Punkadeka, Nunatak; 15 contributi originali di amici: foto, testi e playlist; nuove riflessioni e molto altro. Dedicato a chi arriverà e di queste pagine saprà cosa farsene.