Il presente lavoro esamina il complesso rapporto che lega l'archeologia al nazionalismo, trattando nello specifico il modo in cui i dati archeologici, opportunamente selezionati e manipolati, rappresentino un valido strumento nella costruzione e nella legittimazione di narrazioni nazionalistiche. Lo studio approfondisce la dimensione socio-politica connaturata alla disciplina archeologica, mostrando come il passato venga socialmente costruito, nella piena adesione a una prospettiva di matrice socio-costruttivista. Dopo aver presentato il fenomeno del nazionalismo e la sua multiforme evoluzione storica, si discutono i tratti propri di un'archeologia definibile nazionalista, entrando così nel pieno del tema della ricerca: l'uso politico del passato nei contesti nazionalisti. Si analizza lo stretto intreccio tra i concetti di passato, identità, memoria e potere, evidenziando il modo in cui il passato e la memoria svolgano un ruolo di primo piano nei processi di costruzione identitaria e in quelli di legittimazione del potere.