Attraverso una ricerca sul campo condotta tra Calabria e Friuli Venezia Giulia, il volume attraversa territori, storie e pratiche educative per interrogare il senso dell'educare nei margini, là dove la vulnerabilità diventa spazio generativo di relazione e riconoscimento. Intrecciando riflessione teorica e testimonianze, il libro restituisce esperienze di accoglienza, comunità e cura che mostrano come l'educazione possa farsi pratica trasformativa, capace di rigenerare legami e immaginari di cittadinanza solidale. Come evidenziato nell'introduzione di Franca Pinto Minerva, il testo si colloca nel solco della pedagogia sociale e interculturale, assumendo la differenza come condizione costitutiva della convivenza. Il volume si rivolge a educatori, insegnanti, operatori sociali, formatori, studenti e studiosi interessati a un'educazione intesa come pratica di responsabilità, cura e giustizia sociale, ed è arricchito da immagini e video di Govinda Gari - scaricabili tramite il QRcode presente all'interno del libro - che ampliano la narrazione rendendo visibili volti, luoghi e gesti dell'incontro educativo.