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Ci credeva brave persone

Sottotitolo non presente

Descrizione

«Spesso le aspettative che ci siamo creati nell'età adolescenziale, orientate dal pensiero di figure familiari o indotte dagli studi, si scontrano con una realtà molto diversa dove la natura, non certo caritatevole dell'animo umano e una società che ne rispecchia al meglio i lati più meschini, innescano nella nostra mente dei meccanismi di difesa quali la diffidenza e la paura oppure sfociano in vere patologie nelle quali non è possibile amare come si dovrebbe la nostra unica vita. Sorridere diventa difficile così come accettare istituzioni e regole pronte a limitare la nostra creatività o la poca libertà concessa alle nostre giornate. "Il male di vivere", come lo chiamavano i nostri nonni, o la depressione, come viene oggi definita nei trattati medici questa condizione psicologica, sono una delle conseguenze di questo conflitto interiore mai sanato fra quanto ci si attendeva e una realtà quotidiana invece ben diversa. Giulia, la protagonista del romanzo, ci convive da moltissimi anni e con il tempo ha imparato a gestire la tristezza e l'ansia che ne derivano fuggendo in un mondo tutto suo dove dar vita a personaggi e situazioni capaci di placare il disagio interiore e dare sfogo all'emotività che ne pervade l'animo. Scrivere è il suo lavoro ma anche l'unico modo a sua disposizione per lottare contro le ipocrisie di una società dove l'unico valore riconosciuto è quello del denaro in grado di giustificare qualsiasi atrocità o nefandezza. Lei non ci chiede di cavalcare o di condividerne il pensiero, è troppo sensibile e introversa per desiderarlo, ma solo un piccolo sorriso, un gesto d'affetto, che non la faccia sentire troppo sola in quest'esistenza per lei difficile da accettare. Stringetele la mano e lasciatevi trasportare nel suo mondo lontano anni luce dalla scala di valori che ci è stata imposta. Vi sarà debitrice per sempre.»
Ci credeva brave persone
22,00

 
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